MAE

MAE per reati economici e frodi transfrontaliere: tendenze e casi rilevanti

A cura dell’Avv. Diego De Paolis

Le frodi economiche e finanziarie hanno sempre più spesso una dimensione internazionale: società con sedi in più Paesi, conti correnti esteri, operazioni commerciali transfrontaliere e trasferimento dei proventi possono coinvolgere contemporaneamente diverse autorità giudiziarie europee.

In questo contesto, il Mandato d’Arresto Europeo (MAE) rappresenta uno degli strumenti più incisivi di cooperazione giudiziaria tra gli Stati membri dell’Unione europea. Può essere utilizzato anche nell’ambito di procedimenti relativi a frodi, riciclaggio, corruzione, reati societari e altre forme di criminalità economica, con conseguenze rilevanti sia per la persona ricercata sia, indirettamente, per l’impresa coinvolta.

1. Inquadramento normativo

Il MAE nasce dalla Decisione quadro 2002/584/GAI del Consiglio del 13 giugno 2002, che ha sostituito, nei rapporti tra Stati membri dell’UE, il tradizionale sistema dell’estradizione con un meccanismo fondato sul principio del mutuo riconoscimento delle decisioni giudiziarie.

Decisione quadro 2002/584/GAI – EUR-Lex

In Italia la disciplina è contenuta principalmente nella legge 22 aprile 2005, n. 69, successivamente modificata, che regola le procedure di consegna tra l’Italia e gli altri Stati membri. La legge stabilisce che il MAE è una decisione giudiziaria emessa da uno Stato membro per ottenere l’arresto e la consegna di una persona ai fini dell’esercizio dell’azione penale oppure dell’esecuzione di una pena o misura di sicurezza privativa della libertà.

Legge 22 aprile 2005, n. 69 – testo vigente, Normattiva

Per i reati economici assume particolare importanza l’art. 2 della Decisione quadro. Tra le categorie per le quali, al ricorrere delle soglie previste, la consegna può avvenire senza verifica della doppia incriminazione figurano espressamente la frode, compresa quella lesiva degli interessi finanziari dell’Unione europea, il riciclaggio dei proventi di reato e la corruzione.

Per gli altri reati resta invece centrale, secondo i casi, il requisito della doppia incriminazione, cioè la necessità che il fatto costituisca reato anche nello Stato di esecuzione. La giurisprudenza europea ha tuttavia chiarito che non è necessariamente richiesta una corrispondenza perfetta tra le fattispecie penali dei due ordinamenti.

Un ulteriore elemento decisivo è il contenuto del MAE: il provvedimento deve indicare, tra l’altro, la qualificazione giuridica del reato, le circostanze del fatto, il momento e il luogo della condotta e il grado di partecipazione della persona ricercata.

In Italia la decisione sulla consegna spetta alla Corte d’appello competente, secondo le regole stabilite dalla legge n. 69/2005.

2. Casi pratici e orientamenti giurisprudenziali

Frodi fiscali e reati economici

Uno scenario ricorrente è quello dell’imprenditore o amministratore che, nell’ambito di un procedimento per frode fiscale o altri reati finanziari, trasferisca la propria residenza o parte delle proprie attività in un altro Stato membro.

Il trasferimento all’estero, però, non interrompe necessariamente il procedimento penale. Se ricorrono i presupposti previsti dalla normativa europea e nazionale, l’autorità giudiziaria dello Stato che procede può emettere un MAE finalizzato all’arresto e alla successiva consegna.

Un caso significativo esaminato dalla Corte di giustizia ha riguardato O.G., cittadino di un Paese terzo condannato in Romania anche per reati di evasione fiscale e appropriazione indebita di somme relative a imposte sul reddito e IVA. La Corte si è concentrata sui limiti e sulle garanzie connesse ai motivi di non esecuzione del MAE e sui legami della persona con lo Stato di esecuzione.

Corte di giustizia UE – causa O.G.

La doppia incriminazione non richiede identità assoluta

Un altro orientamento importante riguarda il caso KL, nel quale le autorità giudiziarie italiane avevano emesso un MAE per l’esecuzione di una pena complessiva di dodici anni e sei mesi. La Corte di giustizia ha precisato che, quando la doppia incriminazione è richiesta, non è necessario che gli elementi costitutivi del reato siano identici nei due ordinamenti.

Corte di giustizia UE – causa C-168/21, KL

Diritti fondamentali e limiti alla consegna

Il principio del mutuo riconoscimento non significa, tuttavia, che la consegna sia automatica in ogni circostanza.

La Corte di giustizia ha sviluppato una significativa giurisprudenza sul rapporto tra MAE e tutela dei diritti fondamentali, mentre la Corte costituzionale italiana è intervenuta su specifici motivi di rifiuto della consegna. Nel 2023, ad esempio, la Corte costituzionale ha esaminato la disciplina relativa alle condizioni di salute della persona richiesta, ribadendo la rilevanza della tutela dei diritti fondamentali nel sistema del MAE.

Corte costituzionale, sentenza n. 177/2023 – documentazione CURIA

Anche la più recente giurisprudenza della Corte di cassazione continua a precisare i limiti dei motivi ostativi alla consegna. In una sentenza del novembre 2025, la Sesta Sezione penale ha sottolineato, tra l’altro, che l’immunità funzionale deve essere dimostrata concretamente e che la natura politica del reato non costituisce, di per sé, un motivo sufficiente per rifiutare la consegna.

Cassazione penale, sentenza n. 37897/2025 – Corte Suprema di Cassazione

3. Rischi e sanzioni

Il primo rischio per una persona destinataria di un MAE è naturalmente la limitazione della libertà personale e la consegna allo Stato richiedente.

È importante però distinguere il MAE dalla sanzione penale: il mandato non determina la pena per il reato economico contestato, ma costituisce lo strumento attraverso il quale la persona può essere arrestata e consegnata per essere sottoposta al procedimento penale oppure per eseguire una condanna già pronunciata.

Le conseguenze sostanziali dipenderanno quindi dal reato contestato e dall’ordinamento dello Stato emittente. In un procedimento per frode, riciclaggio o corruzione possono inoltre emergere sequestri, confische, responsabilità dell’ente, conseguenze reputazionali e difficoltà operative per società e amministratori.

Per le imprese, il rischio non è quindi limitato alla posizione personale dell’amministratore. Un procedimento penale transnazionale può incidere sulla continuità aziendale, sui rapporti bancari e commerciali, sulla disponibilità di beni e documenti e sui rapporti con autorità fiscali e giudiziarie di più Paesi.

4. Consigli pratici per la difesa e per le aziende

La gestione di un MAE richiede tempestività. L’arresto o la notizia dell’esistenza di un mandato non dovrebbe essere affrontata come una normale controversia giudiziaria nazionale.

Per la persona destinataria del MAE, è opportuno:

  • verificare immediatamente l’esistenza, la provenienza e il contenuto del mandato;
  • nominare un difensore esperto di cooperazione giudiziaria penale internazionale;
  • coordinare, quando necessario, la difesa con un legale nello Stato di emissione;
  • verificare la corretta qualificazione dei fatti e le informazioni contenute nel MAE;
  • esaminare i possibili motivi di rifiuto o le condizioni della consegna;
  • valutare tempestivamente la posizione cautelare e le eventuali misure alternative previste dalla normativa applicabile;
  • garantire la corretta traduzione e comprensione degli atti processuali.

La stessa legge italiana prevede specifiche garanzie per la persona arrestata, tra cui l’informazione sul mandato, la possibilità di nominare un difensore e il diritto all’assistenza di un interprete.

Per le aziende, la prevenzione assume un ruolo ancora più importante. È consigliabile adottare procedure interne di compliance che consentano di tracciare pagamenti internazionali, rapporti con intermediari, operazioni con parti correlate e trasferimenti di denaro potenzialmente anomali.

In presenza di un’indagine transfrontaliera è inoltre fondamentale preservare tempestivamente documenti contabili, e-mail, contratti, registrazioni societarie e altri dati potenzialmente rilevanti, evitando iniziative individuali che possano compromettere la strategia difensiva.

5. Consulenza: quando intervenire

Un MAE per frodi o reati economici può svilupparsi rapidamente e coinvolgere contemporaneamente più ordinamenti, più autorità giudiziarie e più procedimenti.

Per questo motivo, la strategia difensiva dovrebbe essere costruita sin dalle prime fasi, valutando non soltanto la procedura di consegna in Italia, ma anche il procedimento penale nello Stato che ha emesso il mandato.

Una consulenza specialistica può consentire di ricostruire il quadro processuale, analizzare il contenuto del MAE, individuare eventuali profili critici e coordinare la difesa con professionisti del Paese interessato.

Se sei destinatario di un Mandato d’Arresto Europeo, oppure la tua società è coinvolta in un’indagine per frode, riciclaggio o altro reato economico transfrontaliero, è opportuno richiedere una valutazione legale tempestiva.

FAQ

Il MAE può essere emesso per una frode fiscale?
Sì, in presenza dei presupposti previsti dalla normativa europea e nazionale. La frode rientra tra le categorie espressamente considerate dalla Decisione quadro 2002/584/GAI. Occorre comunque verificare la fattispecie concreta, le soglie di pena e le condizioni applicabili.

Il MAE equivale a una condanna?
No. Il MAE è uno strumento di arresto e consegna. Può essere emesso per consentire l’esercizio dell’azione penale oppure per eseguire una pena già pronunciata.

Posso contestare un MAE?
Sì. La persona richiesta dispone di garanzie e può far valere, nei limiti previsti dalla legge, i motivi che possono impedire o condizionare la consegna. La procedura deve essere valutata caso per caso.

Se mi trasferisco in un altro Paese UE, il procedimento si interrompe?
No. Il trasferimento in un altro Stato membro può anzi determinare l’utilizzo degli strumenti di cooperazione giudiziaria previsti dall’ordinamento europeo, incluso il MAE quando ne ricorrano i presupposti.

Il MAE riguarda anche le aziende?
Il MAE riguarda persone fisiche. Un’impresa può tuttavia essere coinvolta nel procedimento penale attraverso la posizione dei suoi amministratori, dipendenti o altri soggetti e può essere esposta, secondo la normativa applicabile, a sequestri, confische o altre conseguenze.

Quanto è importante intervenire subito?
È fondamentale. Le procedure di consegna sono caratterizzate da termini e adempimenti specifici. Una difesa tempestiva consente di esaminare prima possibile il mandato, la posizione processuale e le eventuali strategie da adottare nello Stato di esecuzione e in quello di emissione.

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